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ANTICA CHIESETTA VICINALE

PIEVE ROMANICA

CHIESA RINASCIMENTALE

LA CHIESETTA VICINALE

SECOLI V/ IX

Dove oggi sorge l’antica Pieve di Palazzolo sull’Oglio, i più recenti studi attestano che già nella seconda metà del V sec. sorgeva una piccola chiesa vicinale dipendente dalla Pieve di Coccaglio.

 

Dagli scavi eseguiti nel 1978 sappiamo che questa prima aula venne ampliata nell’VIII e IX secolo. Costruita con ciottoli di fiume e laterizi di tipo romano, aveva un’abside semicircolare e lo stesso orientamento dell’odierna Pieve. Occupava in larghezza circa lo spazio dell’attuale navata centrale, ma era più corta. I resti della base del suo campanile sono ancora oggi visibili attraverso una finestrella sul pavimento della navata.

LA PRIMA PIEVE DI S. MARIA

SECOLO XI

Nell’XI sec. la piccola chiesa viene eletta a Pieve e dedicata a Santa Maria. In quanto “chiesa battesimale”, aveva certamente un battistero esterno, di cui oggi purtroppo non resta traccia.

 

La città si espande e, dopo l’unione con Mura, lo spazio della Pieve diviene insufficiente. Alla fine del XII secolo viene così abbattuta per lasciare spazio a una nuova e più ampia chiesa romanica.

LA PIEVE ROMANICA

SECOLO XII

La nuova Pieve romanica viene costruita con due absidi semicircolari a est, mentre a sud-est ingloba un torrazzo a base quadrangolare (toracium horarum). Per salvaguardare il chiostro che conduceva al vicino cimitero, non si eseguono invece ampliamenti verso nord.

 

L’ingresso principale della chiesa duecentesca è aperto sul lato meridionale, su una platea rialzata con funzione di sagrato.

 

Le pareti restano internamente spoglie fino all’inizio del XV secolo, epoca in cui fanno la loro comparsa affreschi votivi in parte ancora oggi visibili.

L’AULA DI GIUSTIZIA

SECOLI XIV / XV

Nel trecento viene aperta una finestra gotica in cotto sul lato ovest della cappella di San Fedele. È questo probabilmente il tempo in cui ha inizio l’uso profano della chiesa. Dal trecento sappiamo infatti che proprio in questo locale viene amministrata la giustizia locale.

 

Da delibere comunali si evince che intorno alla metà del quattrocento due piazzette (platea superiore a sud e platea inferiore a ovest) sono separate da un corpo di fabbrica con forno, negozio e abitazione del panettiere.

LA CHIESA RINASCIMENTALE

SECOLO XV

Nell’ultimo quarto del XV secolo la chiesa romanica viene in gran parte demolita e, tra il 1475 e il 1525, viene costruita l’attuale struttura rinascimentale.

 

A est sono rimosse le absidi lobate e si ingrandisce il presbiterio, utilizzando lo spazio precedentemente occupato dal cortile-cimitero. A nord, nello spazio del chiostro, viene costruita la navata settentrionale, mentre a sud sono inglobati sia il basamento del toracium sia la cappella di San Fedele, creando così la navata meridionale. Il lato ovest resta immutato.

 

Il fabbricato che separava le due piazzette viene ora demolito, per formare un unico e più ampio sagrato lungo i lati sud e ovest. La nuova chiesa ha tre navate, un’ampia abside presbiterale e un nuovo portale con protiro cinquecentesco.

 

Nel 1480 il torrazzo viene decapitato e le campane bronzee, fuse dal magister Jacopus Groppero, vengono collocate l’anno seguente in un nuovo campanile. Verso la fine del ’500, per decreto di San Carlo Borromeo, viene costruita la sacrestia.

GLI INTERVENTI MANIERISTI E BAROCCHI

SECOLI XVI/XVII

Poco dopo il 1580, viene chiusa l’entrata a sud, all’altezza della cappella di San Fedele, e aperta una porta sul lato nord, chiamata porta di San Carlo.

 

All’interno sono presenti tre altari: l’altare del Santissimo Sacramento, situato nella IV cappella a sinistra; l’altare del SS. Rosario posto nella IV cappella a destra e l’altare maggiore.

 

Nel 1599 i Campi di Cremona (o la loro scuola) affrescano la cappella del Santissimo Sacramento.
Nel 1602 Pietro Marone affresca le pareti e la cupola del presbiterio.
Nel 1653 la seconda cappella di destra, a volta ottagonale e chiusa da una cancellata, viene intitolata al SS.Crocifisso e ornata con un maestoso apparato decorativo.

 

Nella stessa data si posa l’altare di San Carlo nella seconda cappella di sinistra. L’originale è oggi andato distrutto e sostituito dall’ex altare maggiore.

ARCHITETTURA, PITTURA E SCULTURA... UN’EREDITÀ PREZIOSA DI CUI AVERE CURA

Bisogna andare oltre ciò che cade oggi sotto il nostro sguardo per immaginare la Pieve all’apice del suo splendore, prima che alcune delle sue opere più significative venissero trasferite nella nuova parrocchiale. Così avvenne al magnifico polittico del Civerchio, che fino al 1859 si trovava sull’altare maggiore, posto al centro del presbiterio in posizione rialzata rispetto alla navata centrale, laddove oggi si trova il grande organo.

 

Nel 1602 Pietro Marone affresca il presbiterio. Nel coro raffigura San Pietro, San Fedele, San Paolo, San Rocco, San Sebastiano e un ovale con la Visitazione della Vergine. Nella cupola ritrae il Trionfo della Vergine nell’empireo degli angeli e nei pennacchi le quattro sibille. Sulla parete est sono due angeli in adorazione della Croce (dove un tempo era appeso un grande crocifisso ligneo) e tutt’intorno, in otto piccoli ovali, le virtù cardinali e teologali; mentre, tra le finestre, sono le scene di vita della Madonna.

 

La cappella del SS. Sacramento, a sinistra dell’altare maggiore, è decorata da un grande affresco dell’Ultima Cena, realizzato intorno al 1599 dai Campi di Cremona, e viene completata dalla piccola cupola di Pietro Marone, dai pennacchi con i quattro evangelisti e da un altare con statue in legno della Resurrezione e di San Biagio e San Nicola da Tolentino. L’altare di San Carlo Borromeo, dopo la porta settentrionale, viene eretto nel 1653 a spese del Comune e completato da una pala di discreta fattura. Dal 1709 nell’ultima cappella a sinistra viene collocato l’altare di Sant’Antonio da Padova, interamente trasferito nel 1773 nella parrocchiale. Nella volta sono dipinti i quattro evangelisti e nell’arco il profeta Elia.

 

Sull’altare è stata successivamente collocata una tela recuperata, raffigurante San Luigi Gonzaga e nelle due nicchie le statue di San Francesco e San Filippo Neri.

 

Il pavimento della chiesa, prima dell’attuale restauro, presentava quindici lapidi tombali dei secoli XVI, XVII e XVIII che chiudevano altrettante tombe di famiglia; per necessità di scavo, le tombe vennero rimosse e le lapidi trasferite sul pavimento del grande sotterraneo accessibile.

CELEBRAZIONI SACRE E CIVILI, CONCERTI, MOSTRE E ASSEMBLEE: STORIE DI VITA PALAZZOLESE

Confraternite, associazioni, vita civile e di fede, feste e liturgie, eventi pubblici e privati hanno da secoli trovato dimora nell’antica Pieve di Palazzolo.

 

Fino agli anni ‘70, si sono qui celebrati matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e funerali. Nel silenzio della preghiera personale, i fedeli hanno affidato i loro affanni al Cielo per intercessione della Vergine e di San Fedele.

 

Da tempo, ogni 14 maggio – nel giorno del Patrono San Fedele – si è qui svolta l’assegnazione delle Benemerenze Civiche: la cerimonia pubblica che premia le figure che hanno dato lustro alla Città.

 

In questo luogo il Maestro Renzo Pagani ha fondato il Coro Polifonico “La Rocchetta” della città di Palazzolo sull’Oglio.

 

E ancor oggi, ai piedi del suo grande organo, cori e scolaresche suonano e cantano nell’atteso Concerto di Natale.

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